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E anche quest’anno le streghe ci hanno accompagnati e supportati nella notte più breve dell’anno, fra voli, musica e fuoco, provando, ancora una volta, a rinnovare l’antica passione del quartiere appena fuori le mura.
La Notte delle Streghe 2026, la Festa di S. Giovanni, sotto il caldo dirompente e minacciata da una pioggia che non ha rifrescato molto, ha comunque accolto centinaia di persone che hanno spaziato fra le differenti proposte di laboratori, musica, teatro, nuovo circo, spettacoli e animazioni per bambini.
Che il desiderio di stare insieme (che significa sia uscire insieme, sia incontrare altre persone) sia sempre più una necessità della nostra vita è testimoniato da quanto gli eventi riescano a raccogliere pubblico, a suscitare curiosità, a far immaginare bellezza e serenità.
Forse non è la cultura combattente, rivoluzionaria e risorgente; forse sono solo le retroguardie, gli ultimi, forse avremmo potuto tutti chiedere il pane e le rose, ma poi, in realtà quello che vogliamo è poter respirare, magari accompagnati dalla musica e dai ricordi di un tempo che non conosciamo bene.
E quindi ecco tutti i bambini a giocare in inglese con la scuola Kids&Us a parlare di libri e di storia davvero resistente con le proposte della Libreria Indipendente Blue Room, presidio di quartiere, ecco, per i più piccoli, provare l’ebbrezza del circo a terra, per poi lasciarsi affascinare dalla storia dei cavalieri giganti di Camelot e dalle acrobazie a otto metri d’altezza, tutto ad opera degli angeli volanti di Lodi Circus.
Ed ecco tornare a sentir parlare di streghe con il Professor Paolo Portone che ha sempre una nuova storia da raccontare, accompagnato dalle narrazioni della donna d’erbe (Brunella Petrini) e dalla danza rituale di Maria Concetta Borgese.
E poi la musica, i Girodidò in una veste più rock e determinata della canzone romana degli ultimi cento anni e il Ponentino Trio sempre sul filo della narrazione poetica, sarcastica (romana!) e della scoperta di storie sconosciute.
I due gruppi sono stati intervallati da uno spettacolo nuovo, un monologo sulle ricette romanesche di Aldo Fabrizi raccontate con brio e ironia da Wilma Perla, accompagnata al piano da Massimo Manocchi.
E mentre tutto questo si svolgeva dentro i Giardini di Via Sannio, fra il laboratorio per l’acqua di S. Giovanni, le immancabili lumache e il profumo di lavanda, lungo le strade limitrofe Chiara Marchetti accompagnava passeggiate straordinarie: alla Basilica di S. Giovanni, lungo le Mura Latine alla scoperta del quartiere e a cercare le apparizioni delle streghe fra il Colosseo e Piazza S. Giovanni.
La notte della luce si è conclusa come sempre con lo spettacolo di fuoco di Paolo Mele che questa volta ha invitato gli spettatori a condividere e a misurarsi con l’elemento fantastico appassiona, purifica e trasforma.
E tutti i nostri grazie vanno a chi ci ha permesso di ritrovare la gente del nostro quartiere in questa magica serata, in particolare all’ Assessore
e a tutto il Municipio VII. Il Municipio della Cultura!
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