La notte di S. Giovanni è durata tre giorni. Musica, teatro, lumache, bambini, streghe e tradizione.

Se pensavate che una festa di quartiere fosse solo un momento di passaggio, una semplice occasione per uscire di casa e fare due chiacchiere, la quarta edizione della Festa di S. Giovanni vi ha fatto sicuramente ricredere.

Nei tre giorni dedicati alla festa, ai Giardini di Via Sannio, nel cuore del Municipio Roma VII, si è respirata un’aria diversa, un mix di storia, cultura e voglia di stare insieme che ha coinvolto davvero tutti.

Come gli anni passati, abbiamo lavorato insieme ad AssemblAbili GlobAli e I Lazzaroni – Lodi Circus e in collaborazione con altre realtà associative, anche perché volevamo lanciare a noi stessi e al Territorio una sfida: superare i confini della semplice festa di quartiere e provare a diventare un evento cittadino inserito nella ricca offerta culturale che quest’anno ha caratterizzato Roma.

Come obiettivo principale ci siamo posti quello di valorizzare la tradizione storica della “Notte delle Streghe”, la festa diffusa in buona parte del mondo occidentale, ma che a Roma ha una storia densa di testimonianze narrate, scritte e dipinte, fin dal Settecento e di farlo con un approccio fresco e contemporaneo. Ma, soprattutto, di ricostruire quel piacere semplice e autentico dello stare insieme, fatto di musica, cibo, giochi per bambini e momenti di riflessione condivisa.

E infatti, senza esagerare, possiamo dire che siamo riusciti a trasformarci in un vero e proprio happening cittadino con 16 spettacoli tra teatro e concerti, 10 presentazioni di libri, video e musica, 4 laboratori quotidiani per i più piccoli e un susseguirsi di performance che hanno spaziato dalla danza all’acrobatica aerea, fino agli spettacoli di fuoco.

Un’esperienza che ha saputo parlare a tutte le generazioni, dai più piccoli agli anziani, passando per famiglie e giovani, e persino a chi è venuto da altri quartieri per rivivere questa tradizione.

Tra gli eventi più partecipati, il concerto di Orchestraccia che ha fatto ballare oltre 1500 persone, mentre i laboratori e le visite guidate hanno coinvolto moltissimi bambini e adulti.

I bambini, in particolare, si sono immersi nei laboratori creativi, come la decorazione delle lumachine di gesso o il laboratorio di mimo e si sono messi in dialogo con la trampoliera simile ad un uccello meraviglioso, che poi ha illuminato la notte con le sue ali luminose.

Gli adulti, a loro volta, hanno apprezzato le numerose e variegate passeggiate culturali e i salotti letterari che hanno offerto momenti di approfondimento e riflessione, con il racconto della storia e delle memorie del quartiere Appio Latino, momenti che hanno saputo rafforzare il senso di appartenenza che rende ogni comunità viva e autentica.

Un altro elemento che ha reso questa edizione particolarmente interessante e movimentata è stata la presenza attiva di ben 18 associazioni culturali e territoriali, che hanno animato i Giardini di Via Sannio con stand, attività olistiche, proposte di solidarietà e iniziative di economia circolare.

Queste associazioni sono state protagoniste vive della festa, creando un vero e proprio tessuto sociale e culturale che suscitato la curiosità di tutti i partecipanti.

Tra le realtà coinvolte, spiccavano progetti di economia carceraria come “Vale la Pena” e “Made in Jail”, che hanno portato con sé un messaggio forte di inclusione e seconda opportunità.

La Libreria “L’Idea dietro l’angolo” ha offerto un presidio culturale con libri solidali e attività per ragazzi, mentre associazioni come Amnesty International e Arci Gay Roma hanno portato temi di diritti umani, parità e solidarietà.

Le molte presenze giornaliere, ci hanno poi dato la conferma di quanto la storicizzazione e la continuità degli eventi culturali e sociali siano la formula vincente per tenere aperti i canali di dialogo con i cittadini e mantenere vive le tradizioni.

Insomma, la Festa di S. Giovanni 2025 non è stata solo un evento, ma un’esperienza collettiva che ha saputo unire tradizione, innovazione e partecipazione, regalando a Roma un’occasione preziosa per ritrovarsi, condividere e tornare a parlare di collettività.

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