la rinnovata edizione di Herbarie. Le chiamavano streghe, in scena al Teatro Trastevere

Spaziare in tutto ciò che è il sapere delle donne. In tutte le modalità e i mezzi con cui questo si esprime e si tramanda.
Cercando connessioni, sorvolando quello che va di moda per arrivare a quello che conta e al modo in cui ancora oggi si esprime.

Giunti sulla soglia delle 40 repliche di Herbarie. le chiamavano streghe, entriamo nel 2025 con una settimana di rappresentazioni al Teatro Trastevere e alcune novità sia nel testo, sia nei costumi e con una straordinaria collaborazione: quella con il TexLab del Centro Diurno di Villa Lais.

Un lavoro su campo con il nostro straordinario costumista Marco Berrettoni e la fantasmagorica direttrice del TexLab, Mariella Ferroni che con poche modifiche hanno riscritto completamente i costumi utilizzati fino ad ora.

Il laboratorio ci ha poi costruito un telaio a cintura e ha insegnato alle attrici ad usarlo. I telai a cintura, originari del Sud America e dell’Asia sono il fulcro centrale della conoscenza femminile e la testimonianza tangibile della possibilità, per le donne, di intraprendere un lavoro, di organizzare compravendite e di raccontare attraverso i disegni e i colori.

Concetti che sono stati ripresi in alcune frasi aggiunte al prologo come quella di Caterina: ma tutte noi, da sempre, raccontiamo anche filando e tessendo. Stoffe e storie che trattengono i segreti dei destini di ciascuno e legano insieme ricordi e profezie, sogni e luoghi lontani.

Anche il monologo dell’Inquisitore è stato ampliato. Ora il prelato si presenta e racconta la sua dottrina e cosa lo spinge a cercare la sua “verità”, anche dentro la struttura di pregiudizi assassini che hanno portato alla distruzione della medicina popolare.

Tutto questo utilizzando proprio il lavoro dei laboratori di Tessitura e Sartoria che sono strumenti di riconnessione con la propria storia e la società, contrastando isolamento e stigma delle persone con disagio psichico.

E offrendo l’opportunità di creare nuove connessioni tra passato, presente e futuro.

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