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Questo progetto è nato nei mesi di preparazione delle celebrazioni del Centenario di Italo Calvino nel Municipio Roma VIII.
Un progetto che ha riunito tutti gli attori della cultura del territorio organizzando un calendario davvero speciale di incontri, mostre, passeggiate, musica, città visibili e invisibili… E su queste, visto anche il lavoro pluriennale sul testo, abbiamo immaginato un percorso laboratoriale di lettura, lettura ad alta voce e lettura interpretata per mettere in relazione memoria e territorio attraverso l’azione partecipativa (incontri, letture, azione scenica).
Le Città Invisibili è un’opera aperta che offre al lettore significati e percorsi molteplici; nel suo testo Calvino disegna un atlante metropolitano fantastico che ci affascina e ci meraviglia.
Ognuno di quei luoghi, frutto dell’immaginario, non è altro che la nostra realtà quotidiana; racconta la simultanea molteplicità di un mondo che ci illudiamo di conoscere e controllare per intero.
Raccontare le città significa evocarle, percorrerle, renderle eterne senza mai smettere di dare voce anche alle città segrete dei poveri, degli invisibili, della gente in movimento.
Abbiamo voluto portare questo testo al confronto dei cittadini, per raccontare – come diceva Calvino stesso – “della nostra vita in comune, di che cosa è stata la città per gli uomini, come luogo della memoria e dei desideri, e di come oggi è sempre più difficile vivere nelle città…”.
Un laboratorio teatrale gratuito aperto a tutta la cittadinanza che ha saputo unire il lavoro finora fatto con la drammaturgia del testo scelto e ha consentito a ciascuno dei partecipanti, attraverso l’apprendimento di alcune tecniche teatrali, di entrare in relazione con la storia del territorio.
Siamo stati ospiti della “neonata” Biblioteca Joyce Lussu che ci ha messo a disposizione una sala grande e luminosa per quattro mesi suddivisi in otto incontri, ogni 15 giorni.
Abbiamo avuto una risposta più che lusinghiera: 33 iscritti che sono continuati a crescere fino all’ultimo giorno con una rilevante presenza di persone giovani (fra i 25 e i 40 anni), un dato che ci è parso davvero incoraggiante.
Gli incontri sono stati incentrati sulla lettura ad alta voce e l’analisi dei testi delle 13 città che portiamo in scena nel nostro spettacolo, secondo una struttura che prevedeva:
Davvero sentito è stato l’impegno sull’analisi del testo alla quale hanno sempre partecipato tutti con molta energia, portando le loro valutazioni e interpretazioni, alcune delle quali sono state diverse o innovative.
Nel mese di marzo abbiamo invitato i partecipanti ad assistere al nostro spettacolo messo in scena per le scuole e al quale hanno partecipato tutti quelli che avevano la mattina a disposizione.
Anche questa visione è stata spunto per confrontarci sia sui testi, sia sulle modalità della messa in scena.
Avremmo dovuto fare una restituzione, una replica dello spettacolo alla quale avrebbero partecipato in veste di lettori e di attori quelli fra i partecipanti che ne avessero avuto piacere. Doveva ospitarci il Teatro di Via Ballarin (Auditorium Pasquale De Angelis), ma lo spazio non era ancora definitivamente disponibile, quindi con grande rammarico, siamo tornati un po’ invisibili in giro per le Città…
Ma niente è definitivo e Calvino ha sempre un’attrattività che supera le difficoltà.
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