“L’attore costruisce i propri mattoni mettendo assieme il suo lavoro, la tradizione (che rappresenta l’origine comune) e la sua stessa presenza fisica e mentale. Ma, per organizzare questi tre elementi e renderli dinamici, l’attore ha bisogno di apprendere alcune tecniche. L’allenamento cambia gli scopi ed i bisogni ed il corpo. Allenarsi significa uscire fuori dai principi teorici che limitano la libertà e costringono a lavorare in un’unica direzione. L’esercizio permette di essere presenti fisicamente e mentalmente: con l’esercizio l’attore realizza la sua presenza, si rende capace di destare le energie dello spettatore e, finalmente può rappresentare.”
(Eugenio Barba)
Mediante un metodo di training dinamico che racchiude in sé gli elementi delle tecniche del “terzo teatro” (Grotowski, Odin Teatret) e del teatro politico (Living Theatre), della biomeccanica di Mejer’hold, del metodo (Actor’s Studio), del teatro orientale e del tai chi chuan, Ivan Vincenzo Cozzi, propone un lavoro modulare, volto ad attivare la creatività e a mettere in luce la sensibilità individuale degli allievi.
Il fine è quello di sviluppare la capacità di individuare la propria (personale) metodologia del processo creativo, nonché di fornire gli strumenti per una visone da molteplici prospettive
Il progetto si divide in tre fasi distinte e collegate fra loro in modo da approcciare tre diverse condizioni del lavoro creativo dell’attore
Nel corso dei tre anni verranno fornite le basi del lavoro dell’attore, che porteranno alla formazione di attori professionisti ed alla realizzazione di alcuni spettacoli di teatro sia in strada, sia su palco.
Il lavoro sarà integrato dall’acquisizione di altre tecniche grazie all’ incontro con i maestri di altre arti e discipline che verranno proposte nel corso dell’anno
Le necessità di un attore sono:
Il corso di formazione si compone di quattro fasi fondamentali:
Parola chiave: Fiducia
Azioni guida: Scegliere il lavoro – Abbandonarsi al lavoro – Accettare di essere guidati
Pensiero guida: Non esiste “l’errore” – Esiste la responsabilità delle scelte e la capacità di condividerle
Finalità primarie: recupero della memoria fisica e dell’immaginazione di ognuno e del gruppo – scoperta e acquisizione degli strumenti necessari al lavoro dell’attore, alla costruzione del personaggio alla strutturazione della propria presenza scenica
Risultato: un attore capace di realizzare una creazione collettiva.
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