si parla di...
- no comment!
“…e per il potere d’una parola ricomincio la mia vita:
sono nato per conoscerti, per chiamarti: libertà…”
Paul Eluard
Gli attori giungono silenziosamente nei pressi dell’installazione, con azioni di movimento, corsa, camminate lente per poi scomparire all’interno della stanza di giornali Il pubblico, all’esterno, viene invitato a guardare dentro la stanza, facendo dei buchi nella carta, curiosando, andando a cercare la verità.
Poi la carta si rompe, si strappa, si distrugge e lungo tutte le dimensioni della struttura i corpi si manifestano, si attivano, diventano energia, dolore, gioia, colore, narrazione, fino a riversarsi al di fuori prendendo vita dalla vita reale.
Un viaggio attraverso immagini, musica e parole per raggiungere le persone e la loro esistenza, per non perdere mai il contatto con la poesia. Una partitura fisica acrobatica, lo spazio verticale in cui s’amplifica il movimento a simbolizzare un’elevazione dell’intenzione e del significato.
Una struttura di metallo alta cinque metri, rappresenta il luogo all’interno del quale avvengono le azioni, dal quale le azioni esondano, in cui s’annidano le voci e da cui i movimenti prendono il volo.
Questo teatro diventa così il modo per entrare in contatto con una cultura sempre più in incerto equilibrio fra le tradizioni antiche e le nuove forme di affabulazione. Il rapporto con gli spettatori e con la gente del luogo determina una strada: il percorso capace ci creare un inscindibile legame di emozioni ed affettività.
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