Tre diverse Stazioni della Metro C (malatesta, Teano e Mirti) e Presepe Vivente itinerante a La Rustica – Roma
Il programma è composto di tre concerti che si svolgeranno in tre diverse Stazioni della Metro C (malatesta, Teano e Mirti) e da un Presepe Vivente itinerante a La Rustica.
Billi Brass Quintett (Vincenzo Pierotti e Davide Bartoni trombe – Francesco Lucantoni corno – Andrea Angeloni trombone- Guglielmo Pastorelli tuba)
Il quintetto di ottoni (trombe, corno, trombone e tuba) umbro, propone un concerto incentrato su brani tradizionali natalizi, colonne sonore del grande cinema e musiche dedicate alla Luna.
Jingle Friends (Katia Onofri flauto, voce, whistle – Francesca Romana Fabris chitarra, voce – Adriano Dragotta violino – Désirée Infascelli fisarmonica)
Brani tradizionali e melodie natalizie irlandesi, che richiamano la cultura popolare. Spesso tramandati per tradizione orale, i canti di Natale o corali (Christmas Carols), esprimono e rinforzano i valori religiosi e popolari. In origine il termine carol descriveva una canzone da ballare e celebrava il mutare delle stagioni; in tempi più recenti questi vecchi canti hanno trovato un posto all’interno dei luoghi di culto.
I musici della storia cantata (Francesca Gamberini canto, tamburo – Alessandro Taborri percussioni, charango, canto – Daniele Ercoli contrabbasso, zampogna, canto – Daniele Mutino fisarmonica, canto, narrazione)Il gruppo è specializzato nella musica d’ascolto acustica. Per il concerto di Natale alternerà brani natalizi classici e non come Oh happy day, White Christmas, Tu scendi dalle stelle per zampogna, So this is Christmas di John Lennon, etc. a canti popolari, musica classica sacra e canzoni che raccontano la vita.
Il Presepe Vivente itinerante, a sua volta, permetterà al pubblico di vivere un viaggio sulle orme di quello dei Re Magi, fatto di immagini della memoria e di atmosfere che appartengono alla storia di tutti.
Spettacolo La Rustica – Da Largo A. Corelli, lungo Via Dameta e dintorni.
Le tradizioni del Natale caratterizzano buona parte della storia del mondo, la nostra storia personale e, ancor di più, la storia della città.
Roma, infatti, ha un Natale antichissimo istituito nel 350 d.C. al posto della festa dedicata al Dio Sole per dare modo, al sempre maggior numero di cristiani presenti città, di celebrare i riti della natività.
Abbiamo accolto la richiesta del Municipio Roma V, di immaginare un Natale capace di coinvolgere i cittadini in momenti di socializzazione ed aggregazione che diventino anche una possibilità di valorizzare quelle aree urbane periferiche.
Perché la magia del Natale non rimanga solo un momento in cui i sensi sono colmati di luci, profumi, sapori, suoni, materie d’ogni genere in un’abbondanza a volte irreale, proveremo ad offrire la possibilità di incontrare un’isola felice dove la dovizia si intreccia con la spiritualità, la riflessione e la concentrazione dei pensieri e delle energie sulla pace, la nonviolenza e la sensibilità nei confronti dell’altro (come, del resto, ci ricordano tutti i testi sacri, di qualsiasi religione).
Il Presepe Vivente è una delle più partecipate e caratteristiche tradizioni, capace di accogliere gli apporti di altre culture e di mescolare voci, sonorità, immaginari e racconti.
Questo Presepe itinerante riprende le tradizioni popolari italiane e di altri paesi del mondo, coniugandole con il teatro, la musica, l’arte di strada, rimanendo fedeli alla sacra rappresentazione, così come ce la tramandano le testimonianze medievali e le narrazioni degli “eventi prodigiosi”.
Letture teatralizzate di testi sacri e profani, leggende, poesie, ma anche danze popolari, musica, giocoleria e trampolieri… Lo spettacolo si articola in un percorso di parata con alcune “stazioni” nelle quali avvengono le fasi salienti del racconto della nascita di Gesù: l’annunciazione, la vita quotidiana, il sogno dei pastori, l’attesa e la mangiatoia.
Nell’ideazione di questa festa-spettacolo viene mantenuta inalterata la spiritualità del Natale soprattutto all’ingresso alla “grotta” –al quale gli spettatori partecipano attivamente– che rappresenta un vero momento di riflessione sulla pace e sull’accoglienza, per poi dare spazio alla speranza, alla gioia, alla festa e all’allegria.
La musica che accompagna questo ingresso, rappresenta lo spirito di questa sensibilità nei confronti dell’altro e degli altri: è un testo sacro greco bizantino messo in musica su scala orientale con l’utilizzo di strumenti occidentali dal compositore Tito Rinesi.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.