La ricerca dei testi, fatta assieme a Simonetta Ramacciani del LSA 100Celle è stata la cosa più avvincente di questo reading performance andato in scena il 18 aprile proprio negli spazi dell’ex Casale Falchetti per la rassegna Ottava Zona Memoria Est. La primavera della resistenza romana.
Alcuni testi erano già stati poeticamente adattati da Simonetta: quello più emozionante e coinvolgente, partiva dalla narrazione di Carla Capponi di un’azione fatta dalla sua brigata a Centocelle e sulla Casilina e diventava una specie di percorso dentro gli stati d’animo di questi giovani, colmi di una passione invincibile.
Un esercizio necessario in temi in cui tutto ci sembra complicato, faticoso, ma soprattutto inutile.
Perché 80 anni di non guerra ci hanno spinto a credere che armarsi, anche astrattamente, anche solo intimamente per comprendere che la lotta non può mai finire, fosse diventato inutile.
E ora qualcuno viene a chiederne conto.
Quindi abbiamo fatto proprio questo esercizio con le storie di donne romane, dell’Ottava Zona, ma anche dei paesi vicini, o dei Castelli e qualcuna che raccontava dalle sue postazioni sulle montagne, o nel profondo Nord.
Tutte unite dalla consapevolezza, dal coraggio, dalla volontà di mettersi al servizio della causa in cui credevano. E ci credevano da ragazze di buona famiglia o da contadine, da persone istruite o spinte dalla necessità di una giustizia che passasse per il futuro dei figli, per dei salari giusti, per la ribellione a tutti i soprusi.
Tutte ugualmente unite nella mancanza di riconoscimenti. Pochissime delle partigiane che hanno contribuito a liberare l’Italia hanno avuto una medaglia, una citazione, una carica o un incarico dopo la guerra. Molte non hanno chiesto nulla perché hanno dichiarato che sentivano di aver fatto solo il loro dovere, ma nessuno ha intercesso per loro, in pochi le hanno ricordate. E come se la Resistenza fosse stata una parentesi fra il carico dei figli e dei lavori domestici, la maggior parte di loro è tornata alla propria quotidianità.
La guerra e la vittoria restava cosa da maschi.
Le storie di Carla Capponi, Carolina Zancolla, Alida Degano, Lerna Cesaroni, Mascherina, Laura Quattrini, Vega Gori, Vincenzina Bozzo e Elsa tacchini sono state lette e interpretate da Andrea Memoli, Isabella Moroni, Brunella Petrini, Simonetta Ramacciani, accompagnati alla fisarmonica da Daniele Mutino.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.