Villa Lais
Piazza Giovanni Cagliero, 20, 00181 Roma RM
Da quattro edizioni Le Belle Sere riesce ogni volta a stupire per il clima di aggregazione e collaborazione che riesce ad instaurare nei diversi territori in cui viene proposta.
Questa volta nello spazio amabile di Villa Lais abbiamo scoperto e coinvolto un quartiere dalle diverse anime. Un quartiere che, è comunque un limes, un sentiero, una strada di confine che si appoggia alle mura degli Acquedotti Felice (e prima ancora quello Claudio che vi è stato inglobato) e Marcio e confina con Via del Mandrione antica come le mandrie che lì passavano verso i pascoli, ma assai più conosciuta per le baracche e la varia umanità raccontata da Pasolini e altri artisti…

La manifestazione, vincitrice dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro -Anno 2024” promosso da Roma Capitale – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con SIAE, è stata realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è stata pensata proprio per creare in quello specifico territorio, un punto di incontro, di confronto, di appassionamento e di condivisione fra gli abitanti del quartiere Tuscolano Sud e zone limitrofe, ma che con nostra grande gioi, si è estesa anche a tutta la città.
Con l’aiuto delle Associazioni del territorio (e, in particolare, del Centro Anziani Villa Lais, Amici Villa Lais ODV, dell’Ass. Cult. AssemblAbili globAli e dell‘ANPI “Sezione G. Marturano e A. Medelina”) e la condivisione con il Municipio Roma VII abbiamo creato una sorta di village che a partire dal pomeriggio, ha accolto, per sei giorni, animazioni per ragazzi, laboratori aperti a tutte le fasce di età, libri, visite guidate, incontri storico-letterari, approfondimenti sulle necessità civili e sociali del territorio e una programmazione di spettacoli teatrali e di danza, concerti abbastanza rari come impatto, ma dai contenuti vivi e reali: i saperi delle donne, i miti e la storia, l’ambiente e la cura, le giovani generazioni, la poesia, la vita quotidiana , creando relazioni e connessioni, coinvolgendo gli abitanti e accogliendo le loro proposte, idee, realizzazioni e partecipazioni.

Abbiamo cominciato con un nubifragio che ci ha fatto allungare i tempi dell’allestimento, ma seppur costretti a saltare l’inaugurazione, siamo riusciti a iniziare comunque la manifestazione con la Presentazione del libro di Marco Proietti Mancini Io sono Hotel Garibaldi (Edizioni Ensemble), alla quale sono stati presenti anche alcuni scrittori contemporanei; a seguire, nonostante il palco fosse impraticabile per la pioggia, abbiamo spostato il concerto del gruppo Billi Brass Quintett (del tutto acustico) nello spazio antistante la palazzina della Villa. Il pubblico man mano è arrivato in villa e lo spettacolo, incentrato su brani tradizionali, musiche jazz, classiche e colonne sonore, ha preso forma di fronte a una platea ridotta, ma affezionata. E loro, che dire, sono più che bravissimi!
Nei giorni successivi il tempo è stato sempre bellissimo, caldo e soleggiato e ci ha permesso di realizzare tutti i laboratori, gli incontri e le presentazioni letterarie, gli spettacoli e i concerti.

Fra questi Rameshgar, originale e rara dimostrazione di musica e poesia Sufi con Tito Rinesi e Piero Grassini e A musical cocktail del trio al femminile (Laura Polimeno, Caterina Bono e Indiana Raffaelli, un concerto sorprendente e apprezzatissimo dal pubblico che ha chiesto numerosi bis.

Anche i tre spettacoli teatrali proposti hanno suscitato un interessante scambio Piedi Nudi Parole Crude, Herbarie. Le chiamavano streghe con il suo parterre di aficionados che lo rivedono in continuazione, e Circe. Le origini con Alessandra Fallucchi che ha avuto un grandissimo afflusso di pubblico.

Ed ancora, l’inaspettato spettacolo Kyra la dea del fuoco con Silvia Cozzi, oltre alla sorpresa di veder proseguire la serata dopo il concerto, è riuscito a creare grande fascinazione sul pubblico coinvolto direttamente nel piacere collettivo del sorridere.

Bambini e ragazzi hanno frequentato numerosissimi i laboratori di riciclo, costruzione giocattoli di legno e slime nel quale hanno messo tutto il loro entusiasmo nel pesare la colla, sbriciolarci dentro colori e brillantini, attivandoli con il liquido magico. Alla fine del laboratorio, la villa era piena di colori scivolosi, gommosi, elastici… Anche lo spettacolo interattivo A spasso col mostro è sembrato non stancarli mai.

E poi ci sono stati:
– l’incontro con il quartiere, alla presenza dell’Assessore alla Cultura e alla Memoria del Municipio VII, Riccardo Sbordoni, durante il quale le Associazioni presenti hanno fatto il punto sulle necessità culturali portando ciascuna la propria esperienza e mettendo in comune progetti e idee. Fare rete è una vera necessità;
– la passeggiata guidata alla scoperta del territorio con Maria Rosa Patti che ha raccontato una zona, il Mandrione, che racchiude in sé archeologia, storia, letteratura e arte;
– il racconto del progetto La guerra negli occhi dei bambini 1939-1945, ideato da Penelope Filacchione per il Municipio XII . Un progetto di storia orale: il racconto dei ricordi di bambini negli anni della guerra, che ha suscitato molto interesse fra i partecipanti, visto anche che quello del municipio VII è un territorio estremamente ricco di memoria e di storie;
– la conferenza su Le streghe nel cinema proposta dallo storico Paolo Portone che ha fatto un excursus nella cinematografia (e TV) dedicata alle “streghe” e sulla maniera in cui sono state narrate;
– il Dialogo con le Pescatrici delle Eolie con l’antropologa Macrina Marilena Maffei, un argomento storico, ma inconsueto che pure è riuscito a coinvolgere numerosi ascoltatori. Insieme ci siamo soffermate sulle storie di lavoro e di magia, svelando questa unicità delle isole;
– il Laboratorio di erboristeria soprattutto pratico. Gli intervenuti hanno potuto creare il loro siero antietà, e un profumatissimo scrub alla cannella. I bambini, ai mortai, hanno mescolato erbe e sale per creare sale aromatizzato o dei sali da bagno colorati;
– il Laboratorio di movimento Il respiro del corpo condotto da Maria Concetta Borgese. Tante persone interessate di età molto diverse che hanno imparato migliorare le proprie capacità espressive e dinamiche;
– la Gara collaborativa di cucina I sapori di casa che ci ha portato a convincere gli amici del quartiere a cucinare, nonostante i dubbi, ma una volta preso l’avvio si sono presentati cuochi davvero raffinati: dalla minestra all’arzilla, classico della cucina giudaico-romanesca alla pasta con fichi e cipolla di tropea, dalla torta di mele e alle ciambelline al vino rosso.
Ma soprattutto il Laboratorio di rammendo e rattoppi Di punti e di strappi con Marco Berrettoni. Molto atteso e molto prenotato questo laboratorio davvero innovativo e colmo di possibilità espressive artistiche, ha avuto un grandissimo successo trasversale sia come età che come interessi. Strappi, rotture, stoffe colorate, cucirini, forbici per sfidare il tempo che rovina le cose…

A coinvolgersi in tutto ciò c’è stata una media di 1500 persone fra spettatori e partecipanti alle iniziative, con punte di tutto esaurito per alcuni spettacoli.
Grazie anche all’appoggio forte e sicuro dei nostri partner Ass. MedartETS, Intermigra APS, Ass.Cult. ArtSharing Roma e alla competenza della Libreria Indipendente Blue Room Café, Le Belle Sere ha riempito di contenuti uno spazio molto frequentato e molto caro agli abitanti: Villa Lais e ha ha intercettato una necessità sempre rinnovata dei cittadini dei quartieri meno toccati dalla programmazione culturale romana. Anche nel cuore di un Municipio che sta lavorando capillarmente per dare opportunità, spazi e sostegno a chi ha qualcosa da raccontare in tutti i generi culturali.
Di nuovo, come il giorno dell’inizio, a fine rassegna abbiamo sfidato le condizioni atmosferiche. Le prime gocce sono cadute sulle ultime battute dello spettacolo Circe e durante gli applausi concedendoci di concludere lo spettacolo, con un vero grande successo.
Mentre smontavamo, la tromba d’aria, i gazebi che volavano, gli alberi caduti, e il giorno dopo la chiusura della Villa.
Ma da tempo immemore Argillateatri viene chiamata anche “Iesce Sole” perché quando arriviamo, le nuvole si aprono e torna il sereno.
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